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Rassegna Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita Il Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma - Roma Multietnica, all'interno della rassegna di eventi sulla Bosnia Erzegovina, a 20 anni dall'inizio della guerra, per riportare l'attenzione sulle ragioni del conflitto, sulla realtà attuale e sulle possibilità future, presenta fino a venerdì 26 ottobre, presso la Biblioteca Guglielmo Marconi, via Cardano 135, la rassegna Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita. Le proiezioni inizieranno alle ore 17 e saranno a ingresso libero, riservate agli iscritti alle Biblioteche di Roma. Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita è una rassegna di film provenienti dalla Bosnia Erzegovina, dove il dopoguerra - e le ferite che continua a produrre - è stato e continua ad essere un inevitabile protagonista. segue... Corsi di italiano alla Biblioteca Marconi Giovedì 8 novembre iniziano alla Biblioteca Marconi, via G. Cardano 135, i corsi di italiano di livello A1, A2 e B1 rivolti esclusivamente alle donne. Al termine del corso gli interessati potranno sostenere l'Esame Celi per il rilascio del certificato di conoscenza della lingua italiana dell'Università di Perugia, oppure il Test di italiano presso il CTP di appartenenza. Le iscrizioni vanno effettuate entro lunedì 22 ottobre. Giornata Mondiale di lotta alla povertà FOCUS-Casa dei Diritti Sociali propone per mercoledì 17 ottobre, dalle 14 fino a sera, in occasione della Giornata mondiale di lotta alla povertà, una serie di iniziative presso il Centro Esquilino, in via Giolitti 225. Si parlerà dei temi della povertà, dell'esclusione sociale, delle disuguaglianze e delle pratiche da mettere a sistema per fronteggiare fenomeni così complessi insieme alle persone in povertà di diritti. segue... Musica e identità di genere in Africa centro-orientale Giovedì 18 ottobre alle ore 18.30 in via San Francesco di Sales 1/ail Caffè Letterario della Casa Internazionale delle Donne presenta Musica e identità di genere in Africa centro-orientale.Relatore: Prof.ssa Serena Facci. La musica è uno dei tanti sistemi con i quali le culture organizzano e identificano i rapporti di genere. La pluralità delle culture africane offre una serie di esempi assai fecondi per comprendere il funzionamento di tali processi. Così vicine, così lontane. I consumi culturali delle cittadine straniere Giovedì 18 ottobre alle ore 17,30 presso la sala Mons. Di Liegro di Palazzo Valentini, via IV Novembre 119/A, si terrà la presentazione della ricerca Così vicine, così lontane – I consumi culturali delle cittadine straniere che si svolgerà alla presenza del Presidente Nicola Zingaretti. La rete delle Biblioteche del Mondo della Provincia di Roma ha contribuito a questa innovativa ricerca il cui valore principale però risiede nell'intreccio di racconti di vita che racchiude. Oltre alla forte domanda e presenza interculturale del territorio della Provincia di Roma, un notevole rilievo è dato anche al rinnovato ruolo sociale e culturale delle biblioteche pubbliche e all'insostituibile valore della lettura. segue... La ragazza del cielo L'Istituto per L'oriente C. A. Nallino invita alla presentazione che si terrà venerdì 19 ottobre alle ore 17 nei locali dell'Istituto, in via A. Caroncini 19, del film della regista Gül?ah Çeliker La ragazza del cielo, la storia di Sabiha Gökçen una pilota e una donna pioniera al tempo della prima Repubblica turca. Seguirà la proiezione del film, in lingua francese. MedFilmFestival 2012 Unico appuntamento italiano specializzato nella diffusione del cinema mediterraneo ed europeo, la XVIII edizione del MedFilm Festival 2012 si svolgerà in diverse sedi dal 19 al 28 ottobre, per festeggiare l'Anno europeo dell'Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni. Quest'anno la sponda nord del Mediterraneo sarà rappresentata dalla Slovenia, mentre la sponda sud sarà raccontata da Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Turchia. Dai Balcani, lungo i confini del Sahara, fino alle porte d'Oriente verrà proposto al pubblico del MedFilm un viaggio dai contenuti intensi, per provare a declinare insieme il tema del cambiamento dell'Area Euro-Mediterranea. segue... Sayat Nova. Il re dei cantori d'amore Sabato 20 ottobre alle ore 16.30 in Via Eudossiana, 18 presso la Saletta del Chiostro - Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma in occasione del 300° anniversario del compositore e poeta Sayat Nova, l'Associazione della Comunità Armena di Roma e del Lazio organizza l'evento Sayat Nova. Il re dei cantori d'amore. Ingresso libero. E' ancora tempo di intercultura. Attualità e prospettive Lunedì 22 ottobre dalle 16.45 alle 19 presso lo CSER in via Dandolo, 58 si terrà la tavola rotonda E' ancora tempo di intercultura. Attualità e prospettive. L'evento prende spunto dal numero monografico della rivista Studi Emigrazione L'intercultura alla prova, curato dalla prof. Milena Santerini, Docente di pedagogia dell'Università Cattolica di Milano e studiosa di intercultura, che presenterà il volume. La tavola rotonda intende prendere spunto dai diversi articoli, firmati da autori di chiara fama, per ragionare sull'educazione interculturale nella scuola e non solo. Laboratorio di Formazione per il volontariato internazionale: in Congo con AMKA! Amka da' il via ad un corso intensivo di formazione per il volontariato internazionale in Congo dando la possibilità ad un gruppo di volontari di fare un'esperienza di volontariato internazionale. La durata del corso è annuale con cadenza di due volte al mese il giovedì dalle ore 18.30 alle 20.30 dal 25 Ottobre fino a Giugno e si svolgerà nella sede operativa di Roma in Via Flaminia Nuova 246. Il primo appuntamento, il 25 ottobre ore 18.30, sarà un incontro di presentazione, in cui sarà possibile iscriversi e condividere obiettivi e programma del corso. Per ragioni organizzative è importante segnalare la propria partecipazione al primo incontro entro il 19 ottobre. Circus Klezmer Fino al 20 novembre si terrà la XIX edizione di Le vie dei festival, presso il Teatro Argentina, il Teatro Due Roma e il Teatro Vascello. In particolare martedì 16 e mercoledì 17 ottobre alle 21 il Teatro Argentina propone Circus Klezmer, idea originale e regia di Adriàn Schvarzstein. Circus Klezmer è uno spettacolo dove la musica klezmer, eseguita magistralmente dal vivo, e l'umorismo della cultura yiddish, si sposano con le abilità del circo e la comicità del teatro dando un contributo prezioso e originale alla diffusione della cultura ebraica. In scena, provenienti da tutto il mondo, tre musicisti, una fisarmonica, un violino, un clarinetto, quattro attori che sono anche acrobati, giocolieri, clown e Adriàn Schvarzsten. segue... | Corsi gratuiti di italiano per stranieri alla Biblioteca Morante A partire da mercoledì 7 novembre avranno inizio i corsi gratuiti di italiano per stranieri di primo livello, secondo livello e di conversazione presso la Biblioteca Morante in via Adolfo Cozza, 7 (Ostia). Le iscrizioni dovranno essere effettuate telefonando o recandosi presso la biblioteca. Venerdì 19 ottobre dalle 9.30 alle 18.30 e sabato 20 ottobre dalle 9 alle 13 gli interessati dovranno presentarsi in biblioteca per sostenere il test di ingresso con gli insegnanti. Scrivere donna. Letteratura al femminile in America Latina Mercoledì 17 ottobre alle 17,30 verrà presentato presso la Biblioteca del Senato della Repubblica "Giovanni Spadolini", piazza della Minerva 38, il volume Scrivere donna. Letteratura al femminile in America Latina", curato da Rosa Maria Grillo e da Brigidina Gentile. segue... I ragazzi di Piazza Tahrir Giovedì 18 ottobre alle 21 ci sarà la presentazione del libro I ragazzi di Piazza Tahrir di Azzurra Meringolo, al locale GP2, in vicolo del Grottino 3b. "Fino ad ora nella mia vita ho corso troppo, ho avuto troppe ansie, convivevo con una paura quotidiana, ora invece ha tutto un altro sapore. Questa notte anche le lenzuola erano più lisce, il tappeto sotto i miei piedi più vellutato, l'acqua della doccia più temperata, l'asciugamano nel quale mi sono avvolto più soffice. È cambiato tutto per me" scrive un anonimo blogger il giorno dopo la caduta del presidente egiziano Hosni Mubarak. Internauti e amanti delle nuove tecnologie da anni cercavano di far vacillare il regime, attaccandolo dalla sfera virtuale. Donne con il velo e senza, abbandonato lo schermo dei propri computer, sono scese nelle prime file dei cortei. In altre parole 2012 Nell'ambito di In altre parole 2012 presso la Casa delle Traduzioni in Via degli Avignonesi, 32 giovedì 18 ottobre ore 11 si terrà l'incontro sulla traduzione teatrale Teatro ceco e teatro italiano nella Repubblica Ceca. Partecipano: Alice Flemrova e Tereza Sieglova (ospiti della foresteria della Casa delle Traduzioni), Gianni Clementi, Sergio Pierattini, Pino Tierno. Coordina: prof. Aleksandra Iovicevic (Università Sapienza di Roma). Incontro con Karmen Corak e il curatore della mostra Washi La via tradizionale Giovedì 18 ottobre alle ore 18.30 in via dei Gracchi, 58 presso la galleria Studio Camera21 che ospita la mostra fotografica sul Giappone di Karmen Corak, WASHI. La via tradizionale a cura di Marco Meccarelli, si terrà l'incontro con l'artista e il curatore per approfondire il discorso sulle immagini in b/n che ritraggono il lavoro artigianale della manifattura della carta (washi) di Echizen, provincia famosa proprio per questa attività attestata già nell'VIII secolo, oltreché per la produzione di ceramiche. Sarà un'occasione per conoscere alcuni aspetti della tradizione giapponese attraverso le immagini realizzate da Karmen Corak, affermata restauratrice di opere d'arte su carta, durante i suoi viaggi compiuti in Giappone tra il 1996 e il 2011, dove è andata alla ricerca del mondo della tradizione, ritraendo l'atmosfera nelle cartiere a conduzione familiare. Atse Tewodros Venerdì 19 ottobre, alle 18.30 in via di Santa Cecilia, 1/a, la scrittrice italo-etiope Gabriella Ghermandi presenterà da Griot il suo progetto musicale Atse Tewodros. All'incontro parteciperà anche Alessandro Triulzi, docente di Storia dell'Africa all'Università "L'Orientale" di Napoli. Il progetto Atse Tewodros prende il nome da uno dei più amati imperatori della storia d'Etiopia, e si prefigge di diffondere in Occidente, e in particolare in Italia, la musica etiope sostenendo i musicisti etiopi che suonano strumenti tradizionali e offrendo l'opportunità a musicisti italiani di esplorare un contesto musicale nuovo. La Primavera Araba. Un anno dopo In occasione della pubblicazione del secondo numero della rivista Geopolitica Me.Dia Mediterraneo in Dialogo e l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie invitano venerdì 19 ottobre alle ore 15.30 presso il Museo di Roma in Trastevere in piazza Sant'Egidio 1/B all'incontro sul tema La Primavera Araba. Un anno dopo. Interventi di: Marco Cochi, Chiara Felli, Emanuela Irace, Matteo Marconi, Azzurra Meringolo, Daniele Scalea, Serena Tajè Forni. Coordina e modera: Gabriele Tecchiato. Per partecipare occorre registrarsi. Incontrarsi. Racconti di donne migranti e native Sabato 20 ottobre dalle ore 16 alle 18 presso lo Spazio Porta Futuro, via Galvani 106 (Testaccio) si terrà la presentazione del volume Incontrarsi. Racconti di donne migranti e native a cura di Cristina Ali Farah, Maria Rosa Cutrufelli, Isabella Peretti, Igiaba Scego, Stefania Vulterini. Prefazione di Cecilia D'Elia. A seguire, la premiazione delle dieci vincitrici. La Salute è uguale per tutti: dalla prevenzione al benessere Fino a sabato 20 ottobre presso la piazzetta del Nuovo Mercato Esquilino in via Principe Amedeo 158 si terrà la II edizione de La Salute è uguale per tutti: dalla prevenzione al benessere, promossa da Progetto Mediazione Sociale Esquilino e Co.Ri.M.E (Consorzio Rivenditori Mercato Esquilino) in collaborazione con la rete delle associazioni e dei servizi, torna l'appuntamento con la salute. L'idea è quella di promuovere interventi di prevenzione, favorire percorsi di benessere, sostenere l'accesso ai servizi sociali e sanitari, pubblici e dell'associazionismo locale, per tutti. In allegato il programma. Trans-Iran Martedì 23 ottobre alle ore 19.30 presso la Biblioteca Rispoli, Piazza Grazioli 4, verrà presentato il libro Trans-Iran di Antonello Sacchetti. Interverrà con l'autore la giornalista Antonella Vicini. Che cosa succede a chi s'innamora della Persia? Milioni di persone sono rimaste folgorate dalla bellezza sensuale dell'Iran, dai suoi posti, dalla sua gente. Trans-Iran è un viaggio oltre le barriere linguistiche, oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni. Per imparare a conoscere e ad amare l'Iran: dalla letteratura al cinema, dalla poesia alle donne, questo libro vi racconta e spiega che cosa è l'Iran e perché non ne possiamo fare a meno. Agosto 1991: la nave Vlora attracca a Bari con 20.000 albanesi a bordo. Tu eri tra loro? Gusht 1991: Anija Vlora ankorohet ne Bari e ngarkuar me 20.000 shqiptare. Ti ishe midis tyre? |
quinta-feira, 18 de outubro de 2012
Newsletter Roma Multietnica 16 ottobre 2012
terça-feira, 16 de outubro de 2012
Ode ao trash - Revista de História da Biblioteca Nacional
Boletim eletrônico da Revista de História da Biblioteca Nacional
Relatos de um entrevistador viajante
Após realizar série de entrevistas para a RHBN, pesquisador Bruno Garcia conta um pouco sobre os bastidores das conversas que teve com Hans Gumbrecht, Eunice Durham, Todorov e Joaquim Romero Magalhães [Leia mais]
Fé que mata
Movimentos messiânicos no Brasil é o tema do próximo Biblioteca Fazendo História, que acontece no dia 16, às 16h, na BN. As guerras de Canudos e do Contestado entraram na pauta [Leia mais]
Cine História: Ode ao trash
Sem galãs ou peles que brilham ao sol, o filme 'Abraham Lincoln – Caçador de vampiros' recupera o lado assustador e macabro dos chupadores de sangue que apavoram donzelas há centenas de anos [Leia mais]
Na Memória do Mundo
Coleção Carlos Gomes, do Museu Imperial, ganha título da Unesco. Acervo, que está completo na internet, conta com fotografias, gravuras, documentos e uma partitura do maestro e compositor [Leia mais]
Ao pequeno leitor
Em homenagem às crianças, a RHBN sorteia quatro livros infanto-juvenis com temáticas variadas. O resultado sai na segunda, dia 15 [Leia mais]
Além da Verdade
OAB cria comissão para auxiliar trabalhos já desenvolvidos pela Comissão Nacional da Verdade. Advogados vão abrir seus acervos e fornecer informações que ajudem a avaliar infrações aos direitos humanos durante a ditadura [Leia mais]
Historia.com
Redes sociais caem no gosto de estudantes e pesquisadores. Cada vez mais, arquivos públicos disponibilizam seus acervos online, ao mesmo tempo em que amantes da História desenvolvem ferramentas de ensino na web [Leia mais]
Carlos Magno e o Contestado
Ideais presentes em livro medieval inspiraram formação de exércitos de sertanejos durante a Guerra do Contestado. Os chamados 'Pares de França' na Europa carolíngia se tornaram, aqui, Pares de São Sebastião [Leia mais]
Órfão na Colônia
Considerado legítimo durante séculos, o abandono de crianças era feito por meio das "rodas" das Santas Casas da Misericórdia [Leia mais]
Loja virtual
Na Loja virtual da Revista de História, você pode assinar a revista por um ou dois anos. [Confira]
Eventi sulla Bosnia ed Erzegovina alla Biblioteca Marconi - Roma Multietinica
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| Cari amici, vi ricordiamo la rassegna di eventi sulla Bosnia ed Erzegovina che la Biblioteca Marconi ospiterà in occasione dei 20 anni dall'inizio della guerra. | |
Rassegna Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita All'interno della rassegna di eventi sulla Bosnia Erzegovina, a 20 anni dall'inizio della guerra, per riportare l'attenzione sulle ragioni del conflitto, sulla realtà attuale e sulle possibilità future, presenta da lunedì 15 a venerdì 26 ottobre, presso la Biblioteca Guglielmo Marconi, via Cardano 135, la rassegna Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita. Le proiezioni inizieranno alle ore 17 e saranno a ingresso libero, riservate agli iscritti alle Biblioteche di Roma. Cinema bosniaco: un ponte oltre la ferita è una rassegna di film provenienti dalla Bosnia Erzegovina, dove il dopoguerra - e le ferite che continua a produrre - è stato e continua ad essere un inevitabile protagonista. La rassegna, che prevede la visione di corti in lingua originale e di film in italiano o sottotitolati, è a cura di Amra Haseljic e Stefania Iannilli. Dal 15 al 31 ottobre saranno inoltre disponibili per la visione in biblioteca altri film e documentari soprattutto in lingua originale. Programma: Lunedì 15 ottobre ore 17 Miss Sarajevo (1995, 6') video con brani tratti dal documentario di Bill Carter, regia di Maurice Linanne, a seguire Il cerchio perfetto - Savršeni krug (1997, 110') regia di Ademir Kenovi?. Venerdì 19 ottobre ore 17 Lunedì 22 ottobre ore 17 Venerdì 26 ottobre ore 17 Biblioteca Guglielmo Marconi via G. Cardano, 135 tel. 06 45460301 | Paesaggi e Umani. La Bosnia di Adnan Bubalo La Biblioteca Guglielmo Marconi, via Cardano 135, ospiterà fino a mercoledì 17 ottobre la mostra Paesaggi e Umani del fotografo bosniaco Adnan Bubalo a cura di Stefania Iannilli. La mostra si potrà visitare il lunedì dalle 15 alle 19, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. "Dall'altra parte del mare, un paesaggio così simile a quello a noi noto e amato, e così sconosciuto. E anche i volti, così simili e così lontani." La mostra fa parte della rassegna "Moja Mila Bosna - Bosnia o cara". Biblioteca Guglielmo Marconi via G. Cardano, 135 tel. 06 45460301 Per informazioni: |
JEAN BAPTISTE DEBRET; O ‘New Deal’, by Vargas - HISTÓRIA VIVA
| JEAN BAPTISTE DEBRET Jean Baptiste Debret (Paris, França 1768 - idem 1848) integra a Missão Artística Francesa, que vem ao Brasil em 1816. Instala-se no Rio de Janeiro e, a partir de 1817, torna-se professor de pintura em seu ateliê. Em 1818, realiza a decoração para a coroação de D. João VI, no Rio de Janeiro. De 1823 a 1831, é professor de pintura histórica na Academia Imperial de Belas Artes, no Rio de Janeiro, atividade que alterna com viagens para várias cidades do país, quando retrata tipos humanos, costumes e paisagens locais. Por volta de 1825, realiza gravuras a água-forte, que estão na Seção de Estampas da Biblioteca Nacional do Rio de Janeiro. Em 1829, organiza a Exposição da Classe de Pintura Histórica da Imperial Academia das Belas Artes, primeira exposição pública de arte no Brasil. Deixa o Brasil em 1831, retorna a Paris com o discípulo Porto Alegre. Entre 1834 e 1839, edita, em Paris, o livro Viagem Pitoresca e Histórica ao Brasil, em três volumes, ilustrado com aquarelas e gravuras produzidas com base em seus estudos e observações. JEAN BAPTISTE DEBRET: UM ARTISTA À SERVIÇO DA CORTE PORTUGUESA NO BRASIL A primeira metade do século XIX nos permite relembrar, e com muita satisfação, da presença de grandes artistas franceses no Brasil. Tal circunstância deveu-se à intenção da própria Coroa portuguesa em trazer cultura para o país, na ocasião, recém ocupado pela nobreza há apenas 08 anos. Destacaremos, dentre os habilidosos "artistas-viajantes": Jean Baptiste Debret, que segundo a autora Valéria Lima, fora o mais requisitado e competente, naquilo que pretendia revelar por meio da arte. O que pretendemos mostrar neste humilde artigo é o interesse, por parte dos expectadores, quanto à "realidade" inserida nas obras de Debret quando da sua "missão artística" aqui no Brasil. O artista francês foi "convocado" pelo Príncipe Regente de Portugal, D. João VI - em 1816 a retratar todos os momentos ilustres da monarquia. Valéria Lima nos revela que Debret, em sua interessante obra: "Viagem Pitoresca e Histórica ao Brasil", permite demonstrar importantes traços de sua própria identidade e personalidade, distanciando-se um pouco daquela idéia de apresentar "imagens fiéis" da escravidão negra no Brasil, e também sobre os "exóticos" momentos da monarquia lusa, instalada no Rio de Janeiro a partir de 1808. Debret sem dúvida, foi mais do que um pintor oficial da nobreza, também atuou com muita competência na fundação da Academia Imperial de Belas-Artes do Rio de Janeiro, contribuindo como professor, cumprindo desta forma, outro desejo do Príncipe D. João VI. Com o grande projeto Viagem pitoresca e histórica ao Brasil, Debret revela sua profunda relação pessoal e emocional, adquirida em sua permanência no Brasil por 15 anos. Em 1831 o pintor solicitou licença ao Conselho da Regência para retornar à França, alegando problemas de saúde. Dois motivos o levaram a tomar tal atitude: primeiro para juntar-se a sua família e segundo, tão importante para o artista quanto o primeiro, era organizar o primeiro volume de sua obra Viagem pitoresca e histórica ao Brasil. Valeria nos lembra bem que neste período o Brasil encontrava-se em processo de formação de sua própria história, inclusive como nação "independente". Debret preocupou-se muito com os textos que acompanhavam suas imagens, demonstrando certa fidelidade ao sentido literário. Tal postura não era comum em outros "artistas - viajantes". Muitos pintores não se preocupavam demasiadamente com o sentido dos textos comparando-os com as ilustrações contidas em seus trabalhos. Esse desejo, por parte do pintor em resgatar costumes e acontecimentos do passado brasileiro evidencia a importância de sua estada ao Brasil durante esses 15 anos. Muitos acreditam em não haver nenhum tipo de contribuição por parte do artista para história do Brasil. A Formação de Debret A formação cultural de Debret se desenvolveu em meio a conturbados momentos políticos da França revolucionária. O artista passou a fazer parte do grupo de pintores responsáveis pelas imagens de atos históricos e heróicos de Napoleão Bonaparte. As academias francesas de arte até este momento, preocupavam-se com o resgate da historia antiga, trazendo, desta forma, a intenção de elevar a moralidade social da época. Com a "intervenção" de Bonaparte, o cenário é alterado, pois os pintores agora teriam de se preocupar em revelar, com praticamente nenhuma liberdade, assuntos pertinentes à história contemporânea, da qual o próprio Imperador era protagonista. É interessante notarmos que o cenário que antecedeu a vinda do pintor francês a terras brasileiras estava um tanto quanto conturbado. Não podemos esquecer que Napoleão praticamente expulsou a Coroa portuguesa, que na ocasião, fugira para o Brasil. Em 1808 D. João e mais 15 mil pessoas que acompanhavam a Corte, desembarcaram no Rio de Janeiro. Neste mesmo período, os portugueses estavam de relações políticas e sociais, completamente cortadas com os franceses. Diante desta dimensão, talvez seja oportuno perguntarmos, qual seria o objetivo, por parte dos portugueses, em trazer artistas franceses para prestar serviços à monarquia no Brasil. Podemos, no entanto, destacar alguns fatores correspondentes à questão: Segundo a autora, o próprio Debret, como mencionamos anteriormente, fez parte dos pintores "oficiais" designado a retratar momentos gloriosos de Napoleão Bonaparte. Por outro lado, não podemos deixar de mencionar a cultura italiana que, por muitos séculos, formou grandes artistas como Michelangelo, Leonardo Davinci, dentre tantos outros. A Itália dominou, de forma soberana, o cenário artístico até meados do século XVII. REFERÊNCIA BIBLIOGRÁFICA LIMA, Valéria - Uma Viagem com Debret, {coleção: Descobrindo o Brasil} Ed. Jorge Zahar, RJ - 2004. História Viva |
| O 'New Deal', by Vargas Roosevelt atribuiu ao presidente brasileiro a coautoria da política econômica que pôs fim à crise americana nos anos 1930 Flávio Limoncic "Duas pessoas inventaram o New Deal: o presidente do Brasil e o presidente dos Estados Unidos". O autor da frase foi o próprio criador do histórico plano de recuperação da economia norte-americana, Franklin Delano Roosevelt (1882-1945). O elogio foi feito em visita ao Rio de Janeiro, em novembro de 1936, e referia-se ao governo de Getulio Vargas. Pode ter sido apenas uma gentileza do visitante. Ou alguém imagina que possa haver algo em comum entre o presidente que tirou os Estados Unidos da Grande Depressão e o líder que viria a ser, um ano depois, o ditador do Estado Novo, muitas vezes comparado a Mussolini? A associação é mesmo rara, mas Roosevelt não falou aquilo à toa. Diante da crise do liberalismo iniciada com o crash da Bolsa de Nova York, em 1929, e que se prolongaria por boa parte da década de 1930, ambos colocaram o Estado no centro da vida econômica de seus países: Roosevelt, para enfrentar os problemas de uma gigantesca economia industrial em depressão, e Vargas, para industrializar o Brasil. Ao fazê-lo, construíram pactos sociais com setores do movimento sindical e do empresariado. As obras públicas, projetos de desenvolvimento e de geração de emprego e renda foram acionados pelos dois. A Companhia Siderúrgica Nacional (CSN), em Volta Redonda, cuja construção começou em 1941, se tornaria um marco do desenvolvimento industrial brasileiro, ao passo que a Tennessee Valley Authority, de Roosevelt, seria o mais ambicioso programa de desenvolvimento regional até então implementado. Para gerar empregos e renda, o New Deal lançou mão também de programas criativos como o Civilian Conservation Corps (CCC), que mobilizou 2,5 milhões de jovens na restauração de sítios históricos, manutenção dos Parques Nacionais, limpeza de reservatórios de água, conservação de solo e plantio de dois bilhões de árvores. Por outro lado, Vargas e Roosevelt colocaram o Estado no coração das disputas entre capital e trabalho. No Brasil, os sindicatos foram enquadrados em uma estrutura corporativa, enquanto nos Estados Unidos a Lei Wagner (1935) lhes garantia mais liberdade. Ainda assim, as organizações de trabalhadores submetiam-se a uma série de procedimentos, obrigações e normas ditados pela Agência Nacional de Relações de Trabalho. Tal qual a Justiça do Trabalho de Vargas, a Agência tinha não só o poder de criar normas, mas também de julgar litígios. A Era Vargas e o New Deal buscaram ainda construir novas identidades nacionais para brasileiros e americanos, com a valorização da memória e da natureza de seus países. Vargas, além de ter criado o Serviço do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional (Sphan, atual Iphan), criou também o Parque Nacional de Itatiaia, o primeiro do país, além dos Parques do Iguaçu e da Serra dos Órgãos. A capoeira e o samba foram apropriados pelo regime como símbolos da nação e cantigas folclóricas foram elevadas à condição de grande arte sob a batuta de Heitor Villa-Lobos. Nos Estados Unidos, o muralismo de inspiração mexicana, o realismo social e as cenas coletivas espalharam-se por repartições públicas e sítios históricos de todo o país. A arte era financiada pelo Projeto Federal de Artes, o Projeto Federal de Música e o Projeto Federal de Teatro, e passou a retratar o homem comum, os trabalhadores rurais, os índios, os hispânicos, os negros, assim como as belezas naturais do país. As sociedades brasileira e americana, por iniciativa, incentivo ou financiamento do Estado, repensavam suas identidades e eram convidadas a ver "sua melhor face". Não nos Du Pont, família de grandes empresários, ou nos cafeicultores e industriais paulistas, mas nos "trabalhadores do Brasil" de Vargas e nos "homens esquecidos" de Roosevelt. A nova força do Estado chegou a expressar-se em um culto às personalidades dos dois presidentes. Vargas, o "Pai dos Pobres", multiplicava-se em retratos pendurados nos lares das famílias trabalhadoras e em salas de sindicatos, assim como as fotos de Roosevelt, embora, no caso americano, essa não fosse uma política deliberada. E ambos também fizeram uso intenso do rádio para se comunicar diretamente com os "trabalhadores do Brasil" e os "homens esquecidos". Na "Hora do Brasil", Vargas falava de suas ações e realizações, ao passo que nas fireside chats – programas radiofônicos ouvidos pelas famílias ao redor da lareira –, Roosevelt falava de suas iniciativas para combater a crise. Numa época em que as lideranças carismáticas eram associadas ao fascismo, ao nazismo e ao comunismo, o presidente norte-americano também se viu acusado de ser personalista e autoritário. Seu discurso de posse, no dia 4 de março de 1933, parece ecoar notórios ditadores do período: "Se queremos nosso progresso, devemos nos mover como um exército treinado e leal, disposto ao sacrifício em nome da disciplina comum, porque sem tal disciplina, nenhum progresso é possível, nenhuma liderança torna-se efetiva. Estamos, sei, prontos e desejosos de submeter nossas vidas e propriedades a tal disciplina, porque ela torna possível uma liderança cujo objetivo é o bem comum". Ao contrário de Vargas, no entanto, Roosevelt não fechou o Congresso. Mas tampouco atacou o traço mais antidemocrático do sistema político e da sociedade americana: a negação do direito de voto aos negros e a segregação racial. Diante de uma Constituição fortemente federalista, Roosevelt preferiu não enfrentar o direito dos estados de decidirem de modo autônomo suas legislações raciais – ainda que tenha dado mostras de simpatia pelo fim da segregação. Em 1939, quando a cantora lírica negra Marion Anderson foi impedida de cantar no auditório da associação Daughters of the American Revolution, em Washington, a primeira-dama, Eleonor Roosevelt, articulou a realização de um concerto público no monumental Lincoln Memorial. A praça recebeu 75 mil pessoas. Uma grande distância havia sido percorrida desde 1915, quando o filme "O nascimento de uma nação", que mostrava a ação da Klu Klux Klan em defesa da supremacia branca, recebeu comentários elogiosos do então presidente democrata Woodrow Wilson. Ainda assim, os trabalhadores negros, duramente atingidos pelo desemprego (que em 1933 chegou a 30%), foram menos beneficiados do que os brancos pelas políticas do New Deal. E não só eles. Como no Brasil de Vargas, os benefícios trabalhistas e previdenciários do New Deal deixaram de fora trabalhadores rurais e domésticos. Nos dois países, as populações do interior foram beneficiadas por outros tipos de políticas públicas, como o Serviço Nacional de Febre Amarela e o Tennessee Valley Authority, que favoreceu uma das regiões mais pobres dos Estados Unidos. Ao longo de doze anos (ele foi eleito quatro vezes consecutivas, em 1932, 1936, 1940 e 1944), Roosevelt, de sua cadeira de rodas, liderou o combate à Grande Depressão e conduziu seu país na Segunda Guerra Mundial. Fisicamente esgotado, morreu vítima de um derrame cerebral antes de ver a vitória aliada na Europa e a pujança da economia americana do pós-guerra, que ajudou a forjar com o New Deal. O suicídio de Vargas, por seu lado, acabou para agigantá-lo diante de seus antecessores e sucessores, a maioria dos quais figuras incapazes, se não de ter a grandeza de sair da vida para entrar na História, ao menos de ter a coragem de entrar na História enquanto vivas. Suas mortes, quase épicas, certamente contribuíram para a construção de seus mitos. Porém, mais do que mitos, Roosevelt e Vargas foram os grandes divisores de águas das histórias de seus países no século XX. No momento em que o mundo enfrenta uma crise econômica que a muitos faz lembrar a Grande Depressão, o New Deal e a Era Vargas voltam ao centro do debate político e acadêmico. Flávio Limoncic é professor da Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro (UNIRIO) e autor de Os inventores do New Deal: Estado e sindicatos no combate à grande depressão (Civilização Brasileira, 2009). Saiba Mais - Bibliografia: ARRUDA, José Jobson de Andrade. "A crise do capitalismo liberal". In: Daniel Aarão Reis Filho; Jorge Ferreira; Celeste Zenha. (orgs.). O século XX. O tempo das crises. Rio de Janeiro: Civilização Brasileira, 2000. HOBSBAWM, Eric. A era dos extremos. O breve século XX. São Paulo: Companhia das Letras, 1995. PANDOLFI, Dulce (org.). Repensando o Estado Novo. Rio de Janeiro: Editora FGV, 1999. A volta do Estado forte? "That's my man!", exclamou Obama ao encontrar o presidente do Brasil, em frase livremente traduzida como "Lula é o cara!" As palavras do novo presidente americano lembram as de Roosevelt, que em 1936 dividiu com Vargas a paternidade do New Deal. Os tempos são outros – e a crise também –, mas os passos dos atuais governantes seguem uma trilha parecida com a daquela época: o Estado sai da sombra para segurar as pontas do liberalismo que desandou. Entoado como um mantra na década de 1990, o neoliberalismo disseminou-se com base em uma cartilha imutável para as nações que desejassem participar do maravilhoso capitalismo globalizado: investimentos privados, créditos ampliados e empresas multinacionais só chegariam aos países que segurassem a inflação e "enxugassem" a máquina pública. Era o auge da teoria do "Estado mínimo". Os mercados passaram a se "autorregular" e as privatizações reduziram a máquina pública ao mínimo indispensável (ou menos que isso). Por aqui, a onda marcou os mandatos de Fernando Henrique Cardoso (1995-2002), quando empresas de telecomunicações, de energia elétrica e de mineração, entre outras áreas, passaram para a iniciativa privada. Mas a desregulamentação radical dos mercados virou um tiro no pé, e é apontada como principal causa da crise atual, que eclodiu nos Estados Unidos e se espalhou pelo mundo. A ironia é que as empresas e os bancos, até então adeptos da não intervenção estatal, correram ao governo para pedir uma mãozinha assim que se viram às portas da falência. Em todo o mundo, esse socorro público já ultrapassou dois trilhões de dólares. No Brasil, Lula (eleito em 2002) sempre adotou políticas de forte intervenção estatal na economia, acusado pela oposição de aumentar os impostos e não reduzir gastos nem pessoal. Agora que a maré virou, sua agenda "antineoliberal" entrou na ordem do dia. Em tempos de crise – já ensinavam Roosevelt e Vargas –, quem não quer um Estado forte? Revista de História da Biblioteca Nacional História Viva |







































